Stefano Andreucci

Inizia a disegnare fumetti, nel 1986, presso lo studio di Dino Leonetti, a Roma, collaborando a testate come Tilt, Boy Comic e Il Paninaro.

Contemporaneamente partecipa al progetto editoriale “La Fabbrica Delle Immagini” di Silvano Caroti; alcune esperienze nel settore pubblicitario e divulgativo, come il manifesto di un concorso riservato agli studenti della facoltà di Architettura, a Roma; alle quali una collaborazione, durata qualche anno, con Francesco Coniglio (Coniglio Editore) per il quale realizza racconti erotici, e collabora alle testate Splatter e Mostri.

Nel 1992 comincia a collaborare con la “Sergio Bonelli Editore” per la quale realizza molte storie di Zagor; sempre per lo stesso editore, con il quale collabora attualmente, illustra storie di Dampyr (Primo speciale, numero 100 a colori e serie regolare), per approdare definitivamente a Tex, nel 2011.

Nel 2014, esordisce in Francia, con l’albo di apertura (La Statue De Zeus) di una serie di racconti dedicati alle sette meraviglie del mondo (Les 7 Merveilles), Ed. Delcourt.

Nel 2017 termina il Texone, scritto da Mauro Boselli e intitolato “Il Magnifico Fuorilegge”, albo che nel 2018 finisce tra i finalisti, nella categoria “Miglior Disegnatore”, del premio Micheluzzi, assegnato al Comicon di Napoli; sempre nel 2017, sua è la pubblicazione del cartonato a colori dal titolo “Tex, Il Vendicatore”, scritto da Mauro Boselli e colorato da Matteo Vattani.

Nel 2018 viene coinvolto nella produzione della miniserie western, targata Bonelli, dal titolo “Deadwood Dick” e tratta dai racconti di Joe Lansdale; sua è la realizzazione di “Black Hat Jack”, un unico racconto diviso in tre numeri, quelli che chiudono la serie, nell’adattamento di M. Boselli.

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