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Silver

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Guido Silvestri Silver

Guido Silvestri, in arte Silver, è il fumettista italiano padre del noto Lupo Alberto, il famosissimo Lupo blu, nato dalla sua matita nel 1974 e che ancora oggi è personaggio attualissimo: lo dimostra il fatto che l’immagine del simpatico Lupo Alberto torna ciclicamente di moda su riviste, diari dei teen-ager e televisione. Nato a Carpi (Modena) il 9 dicembre 1952, il giovanissimo Guido Silvestri, come molti ragazzini della sua età legge i fumetti che arrivano dalla Gran Bretagna (come Andy Capp, di Reg Smythe per citare un esempio). Le caratteristiche dei fumetti dell’epoca vengono accomunate dal loro particolare umorismo, che oltre a far sorridere i più giovani sono capaci di attrarre il pubblico più adulto invitandolo, tra le righe, alla riflessione. Guido Silvestri non frequenta scuole di fumetto: la sua passione viene coltivata con il passar del tempo. Quello che matura in lui è l’umorismo incapsulato nel suo DNA e innaffiato dagli insegnamenti di grandi autori come Benito Jacovitti, George Harriman, Krazy Kat, Charles Schulz, Chuck Jones o Will Eisner. Nel 1969 Silver si iscrive all’Istituto di Arte di Modena e nel 1970 comincia a collaborare nei ritagli di tempo con Franco Bonvicini, in arte Bonvi. Le prime storia che disegna per Bonvi sono quelle di “Capitan Posapiano”. Poco dopo, nello studio arriva a dar man forte anche Claudio Onesti (Clod), il quale prende in consegna il Capitano per far passare Silver ad un personaggio più importante: Cattivik. Intanto Bonvi porta avanti “Sturmtruppen” e “Nick Carter”. E’ il 1973 e Guido Silvestri lascia scuola e famiglia e si trasferisce in casa Bonvicini. Inizialmente i fumetti dello studio di Bonvi appaiono su “Tiramolla” delle edizioni Alpe, poi cominciano a venir pubblicati sul “Corriere dei Ragazzi” ed “Eureka”, per poi approdare sul piccolo schermo, in quella fortunata e mitica trasmissione che era “Supergulp, i fumetti in TV”. Quando “Cattivik” inizia ad essere pubblicato sul “Corriere dei Ragazzi”, Silver ne cura sia i disegni che i testi. Ereditato da Bonvi, Silver rende Cattivik graficamente più accattivante. Il Cattivik di Silver è diverso nella forma (non assomiglia più a un peperone, ma si assottiglia assumendo prima la silouette di una melanzana, poi quella di una pera) e le sue storie, raggiungono un notevole livello grafico e narrativo, supportate da divertenti sceneggiature. Nel frattempo Silvestri viene contattato dalla casa editrice “Dardo”, curata da Bonvi e Alfredo Castelli, per realizzare una nuova rivista di grande formato: “Undercomics”. A Silvestri viene proposto di curare una striscia completamente sua: mancavano solo venti giorni alla scadenza, e Silvestri tira fuori dal cassetto un suo vecchio progetto di una striscia intorno alla vita di una fattoria, abbozzata qualche anno prima. Nei progetti di Silver la striscia doveva intitolarsi “La fattoria dei McKenzie”, e il lupo chiamato Alberto avrebbe dovuto essere solo un personaggio di contorno, comparendo di rado, mescolato insieme a tutti gli altri animali dai nomi comuni (Marta, Enrico, Cesira, Alcide…). Castelli considera il nome “McKenzie” troppo difficile da pronunciare per i ragazzi più piccoli, e pensa che la striscia sarebbe più efficace se si scegliesse di identificarla con un singolo personaggio personaggio. Così di sua iniziativa Castelli decide per il titolo “Lupo Alberto”, obbligando l’autore a dare al lupo un ruolo di primo piano. La rivista di Bonvicini e Castelli non decolla, ma Bonvi, in uno dei suoi frequenti spostamenti a Milano, porta con se quelle strisce per presentarle a Francesconi, direttore del Corriere dei Ragazzi, il quale, rimsto positivamente impressionato, contatta personalmente il giovane Silvestri. La passione per i fumetti americani e inglesi, e soprattutto per il cinema di animazione di Chuck Jones e Tex Avery, porta Silver a creare un personaggio unico nel suo genere. Negli stessi anni viene ispirato da “Krazy Kat” di George Harriman e “Pogo” di Walt Kelly. Di questi autori Silver ama il modo di scrivere nelle nuvole parlanti e l’impiego di lettering speciali. Le strisce di Lupo Alberto vengono pubblicate saltuariamente sul “Corriere dei Ragazzi” a partire dal 1974, e su “Eureka” dal 1976, prima di avere una propria testata indipendente. Nel 1976 Silver e il Lupo vincono il Premio Albertarelli, il primo di una lunga serie di riconoscimenti. Nel 1978 Silver collabora per la Rai disegnando i cartoon di Nick Carter per “Gulp!” e di Lupo Alberto per il successivo “Supergulp”. Dopo essere stato nel 1979 vignettista del quotidiano “L’Occhio”, dirige per circa un anno “Eureka”. Qui Lupo Alberto imbocca una nuova strada: dalle semplici gag, passa alle short stories. Le storie della fattoria sono corali: almeno una decina di personaggi sono caratterizzati in modo efficacissimo, e ciascuno rappresenta una tipologia umana sottoforma di animale. Nel 1985 esce il mensile dedicato a Lupo Alberto, edito da Glénat Italia. Per la stessa casa editrice Silver illustra “I casi di Zuzzurro e Gaspare” con testi scritti dai due comici, suoi grandi ammiratori. Seguirà poi “Zuzzurro & Gaspare show” (2001). Alla fine degli anni ’80 Silver diventa comproprietario e coeditore di “Lupo Alberto”. Oggi l’amore del pubblico per l’irriverente Lupo Alberto è ancora grande. Da fumetto a testimonial del Ministero dell’Istruzione, passando per i cartoon, il Lupo continua a divertire grandi e piccini.

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