Emanuele Taglietti

Nasce a Ferrara il 6 gennaio del 1943, figlio d’arte, il era padre pittore, si diploma all’Istituto d’arte della sua città, trasferendosi poi a Roma dove studia scenografia al Centro sperimentale di cinematografia.

Nei primi lavori cinematografici fu accreditato con il cognome della madre, Benazzi, che in seguito verrà affiancato da quello paterno, con il quale diverrà famoso tanto da essere conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Nel 1973, stanco del cinema, tornò a vivere nella sua città natale. Su consiglio dell’amico Dino Leonetti dello studio omonimo, entra in contatto con Renzo Barbieri dell’Edifumetto, per il quale avrebbe lavorato come copertinista di albi a fumetti erotici fino al 1988, sviluppando, sotto l’ispirazione di artisti come Frank Frazetta e Averardo Ciriello (particolarmente ammirato per l’abilità nell’utilizzo della tempera e per la plasticità degli incarnati), un personale approccio allo stile pittorico allora in voga, e dimostrando notevoli abilità ritrattistiche.

Di questo periodo, vanno ricordate almeno le copertine realizzate per Fiabe colorate, Sexy favole, Sexy favole doppie, Playcolt, Zora la vampira, Belzeba, Cimiteria, Fata turchina, Vipera bionda, Sukia, Ulula, La Moschettiera, La Poliziotta, Mafia, 44 Magnum e Fox.

Lo stile estremamente realistico, la dote innata di sintetizzare le storie più svariate in un’unica scena rappresentativa, come fosse una fotografia, fecero di lui un artista unico nel suo genere.

Oltre a questa attività si dedicò anche all’insegnamento della pittura nel suo vecchio Istituto d’arte, al restauro di quadri antichi e alla collaborazione saltuaria, come illustratore, per alcune riviste prodotte da due importanti case editrici quali la Mondadori e la Rizzoli.

Dopo aver lasciato l’Edifumetto nel 1988 (ultima copertina fu per il n. 12 di Scandali), iniziò a dedicarsi alla pittura ad olio tenendo contemporaneamente corsi serali di decorazione e conservazione della pittura murale all’Ente Unitario Scuola Professionale Edile (Euspe) di Ferrara e per la formazione di arti e mestieri in un centro europeo a San Servolo di Venezia.

Nel 2000, dopo aver messo da parte l’insegnamento, iniziò ad ampliare il campo dei suoi interessi artistici, dedicandosi alla decorazione murale e agli arredi, alla realizzazione di splendidi acquerelli e al rendering.

Nel 2014 è stato pubblicato, dall’inglese Korero Press, il volume Sex and Horror, che raccoglie le sue copertine più significative.

Cresciuto, dall’età prescolare, nei cantieri dove il padre esegue decorazioni e abbellimenti artistici d’interni, a soli sedici anni è proiettato nel mondo del cinema diventando aiuto scenografo. Dopo il diploma di maestro d’arte e il conseguente passaggio al Centro Sperimentale di Cinematografia, per oltre dieci anni collabora in veste di sceneggiatore cinematografico con i migliori cineasti italiani: Giulietta degli spiriti  (1964) e Il viaggio di G. Mastorna, detto Fernet (1965) di Federico Fellini, Odissea (sceneggiato Rai del 1968) e Eneide (sceneggiato Rai del 1971) di Franco Rossi, Il giovane normale (1969) e Mordi e fuggi (1973) di Dino Risi, La più bella serata della mia vita (1972) e Il viaggio di Capitan Fracassa (1990) di Ettore Scola, L’harem (1967) di Marco Ferreri, Tre pistole contro Cesare (1966) di Enzo PeriJekyll (sceneggiato Rai del 1969) di Giorgio Albertazzi, Senza famiglia, nullatenenti cercano affetto (1972) di Vittorio Gassman, Gli ordini sono ordini (1972) di Franco Giraldi, Il mio nome è Nessuno (1973) di Sergio Leone e Tonino ValeriMarco Polo (sceneggiato televisivo del 1982) di Giuliano Montaldo, Teresa la ladra (1973)di Carlo Di PalmaOcchio Pinocchio (1994) di Francesco Nuti

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