Mimmo Lombezzi

Aldo Lombezzi (Mimmo) è nato il 6 giugno del 1950. Laureato in Storia del cinema nel 1973 ha iniziato a collaborare con Rai3 nel 1978 come regista-programmista realizzando con Tatti Sanguineti e Alberto Farassino il programma sperimentale “Telecomando” considerato il precursore di “Blob”. Con Freccero ha realizzato nel 1984 la serie “Stupidissima” un programma di montaggio per Rete4 e per Giorgio Gori “Isaura Libera” un reportage sul pubblico delle telenovelas.

Nel 1985-6 ha iniziato a collaborare con le news di Canale5 lavorando con Guglielmo Zucconi, Arrigo Levi e Giorgio Bocca ed entrando poi a far parte della redazione di “Dovere di cronaca”. Per Zucconi ha realizzato i primi reportages di guerra in Eritrea, in Israele e in Libano.

Nel 1989 realizza con Didi Gnocchi “Isole comprese” un viaggio semiserio fra le piccole emittenti italiane e per il Tg4 svariati servizi all’estero, dal Medio Oriente al Bangladesh, coprendo poi nel 1991 da Tel Aviv la Guerra del Golfo.

Nel 1991 copre la guerra in Croazia prima per “Tg4” e poi per il Tg5. Nel 1992 realizza sempre per Giorgio Gori “Istinti” una serie di reportages girati tutti all’estero. Lo stesso anno passa al Tg5 coprendo la guerra in Bosnia e girando un reportage sulla guerra in Nagorno-Karabach.

Nel 1993 viene chiamato da Vittorio Corona a lavorare a “Studio Aperto” il nuovo Tg sperimentale di Italia1.

Collabora per 6 mesi con “Moby Dick” il settimanale di Michele Santoro e successivamente viene chiamato da Gregorio Paolini a condurre con Gaya De Laurentis “Target”, settimanale Di Canale5, realizzando anche diversi servizi in Italia e all’estero

Nel 1999 copre per “Studio Aperto” la guerra del Kossovo.

Nel 2000 per Giorgio Gori realizza, insieme a Sabina Fedeli, “LINK” il magazine di Canale5, e nel 2001, sempre con Sabina Fedeli, i reportages di “Mission: cartoline all’inferno”.

Sopravvissuto, dopo la chiusura di “Link” (Can.5), a tre anni di “Studio aperto” (sotto la dominazione di Mario Giordano), riemerge dal cosiddetto “cono d’ombra”, realizzando per Videonews i reportages de “Il profeta disarmato”, e di “Storie di confine”.

Ha vinto il primo premio del festival “Giornalisti del Mediterraneo” con un reportage sull’Intifadah dei coltelli realizzato per “Terra!” (Rete4).

Ha scritto due libri – “Cieli di piombo” (ed.E/O) e “Bosnia: la Torre dei Teschi, lessico di un genocidio” (Baldini & Castaldi) – e svariati articoli per “Il Giornale” (di Montanelli) ”La voce” ”L’europeo” ”Epoca” ”Diario” ”La Repubblica”. L’ultimo lavoro, nel 2020, con i documentari della serie “Entroterra”, quattro ritratti di paesi (Sassello, Calizzano, Bormida e Arnasco) realizzati per la Fondazione De Mari e disponibili sul sito della medesima.

Per due anni ha realizzato illustrazioni per “Boxring” e vignette per la rivista del sindacato “Rassegna Online”

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