Moe Mec & Stone

C’era una volta, e c’è ancora, una piccola isola in mezzo all’oceano…

No, aspettate, dobbiamo andare più indietro nel tempo quando una sera di qualche anno fa a Gian Luca venne l’idea di creare una comic strip.

Aveva appena iniziato a pensarci su, la maggior parte delle idee erano vaghe e gli volavano intorno come mosche inafferrabili, ma era sicuro che i protagonisti sarebbero stati degli oggetti. 

Il primo personaggio a cui pensò fu sasso. Esiste qualcosa di più semplice, comune e anonimo di un sasso? Certo Sasso è tutt’altro che anonimo (merito della sua voglia di differenziarsi dai suoi innumerevoli parenti), poi parlante (e saltellante) sarebbe stato perfetto. 

Serviva poi una spalla, magari un paio, così GIan Luca prese a valutare altri, possibili, oggetti. 

Tra tutti, quello che trovò più interessante, fu un Moai. Da sempre queste antiche statue incutono soggezione e generano interrogativi, forse sarebbe stata una buona occasione per trovare le risposte. Signor Moe, lei è assunto! – esclamò Gian Luca. A completare il gruppo arrivò Mec, un computer storico, divenuto ormai un’icona nerd, che poteva in qualche modo essere paragonato alla testa parlante e avere il suo personale punto di vista nel gruppo.

Gian Luca si mise a scrivere le prime strisce. Quando ne ebbe terminate una trentina le presentò a Marco in una delle sere in cui si incontravano con lo scopo di inventare modi per diventare ricchi.

Invece che somministrargli un sedativo, in attesa degli infermieri, Marco apprezzò l’idea e cominciò a tirar giù qualche bozzetto.

In origine la serie si doveva chiamare “Vite di silicio”, se Sasso e Moe avessero avuto nella loro composizione chimica lo stesso materiale utilizzato nei chip di Mec sarebbero stati a cavallo. Successive indagini di laboratorio rivelarono che nel tufo di Moe non c’era traccia dell’elemento e così abbandonarono l’idea.

Ai protagonisti vennero assegnati nomi che pronunciati in sequenza trasmettessero una certa sonorità e quello divenne il titolo.

Nei primi schizzi Sasso assomigliava più ad una frittata che ad un sasso, Moe aveva uno sguardo allucinato e Mec… in effetti lui è sempre rimasto lo stesso.

Marco ha poi realizzato la versione che conoscete.

Una grossa spinta a questo processo è avvenuta durante la realizzazione della storia: “MM&S e l’isola fantasma”. Abbandonare il formato consueto per realizzare qualcosa di più articolato a livello visivo e narrativo.

Torniamo di nuovo indietro al momento in cui Gian Luca e Marco presero altre decisioni. La striscia doveva essere giornaliera e volevano realizzare anche la versione in lingua inglese per abbracciare un pubblico più vasto. Così, senza sapere a cosa andava incontro e dimostrando un grande sprezzo del pericolo, Francesco entrò a far parte del team.

Dunque, c’era una volta una piccola isola, un minuscolo puntino in mezzo all’oceano, dove le onde del mare carezzano le bianche spiagge sabbiose e una lussureggiante giungla copre le pendici di un antico vulcano che quando è di cattivo umore fuma e brontola come un vecchio marinaio.

Su quest’isola vivono…. Moe Mec & Stone.

I commenti sono chiusi.